La malattia parodontale o piorrea, è una patologia che provoca il graduale riassorbimento dei tessuti di sostegno dei denti (gengiva e osso), compromettendone salute e stabilità. Da sempre la piorrea rappresenta motivo di grande timore per i pazienti, in quanto nei casi più gravi può portare alla perdita degli elementi dentari, causando una situazione di estremo stress fisico e psicologico.

Prevenzione della piorrea
Oggi tuttavia curare la piorrea è possibile, anche in casi di importante compromissione ossea e gengivale. Strumenti essenziali per affrontare questa malattia sono la diagnosi precoce (importantissima in quanto il decorso può essere subdolo e asintomatico per diversi anni) e una terapia efficace, al fine di poter mantenere in sede gli elementi dentari e garantire una valida qualità di vita al paziente.
Poiché molteplici sono i fattori di predisposizione alla malattia parodontale (componente costituzionale, familiarità, scorretta igiene orale, malocclusioni, fumo, diabete, assunzione di particolari farmaci) fondamentale è il ruolo che rivestono la prevenzione da un lato e la collaborazione del paziente dall’altro. Quest’ultimo rappresenta un elemento determinante per mantenere e stabilizzare i risultati ottenuti dalla cura.
Unitamente alle regolari sedute di igiene orale professionale, una corretta igiene orale quotidiana è la misura preventiva più efficace per garantire la salute dentale nei pazienti affetti da piorrea. Istruire e motivare il paziente ad eseguire un’adeguata igiene orale domiciliare è il primo e importante ruolo di un centro odontoiatrico professionale.
Il primo strumento a disposizione del paziente è lo spazzolino il quale deve avere dimensioni diverse, adatte alla bocca del singolo, sia adulto che bambino. Le setole devono essere artificiali e arrotondate, di media durezza per evitare traumi ai tessuti dentali e gengivali. Per garantirne l’efficacia, lo spazzolino va sostituito ogni 2-3 mesi.
L’utilizzo regolare di altri strumenti di igiene orale come il filo interdentale e lo scovolino, consente la rimozione della placca batterica negli spazi interdentali evitando la formazione di carie e infiammazioni gengivali.
L’uso del colluttorio disinfettante infine, rappresenta un buon alleato dell’igiene orale solo se limitato nel tempo e circoscritto a casi di effettiva necessità, quando prescritto dal medico curante.
a cura del Prof. Marco Finotti

Ma se una persona già c’è l’hà; cos’altro può fare x fermare la perdita dei denti
Gentile Liana,
una volta riconosciuta la malattia parodontale o piorrea, è necessario intervenire tempestivamente con le cure adeguate e continuare a monitorarla nel tempo.
A seconda dello stadio della malattia, si può intervenire a diversi livelli: innanzitutto con sedute di pulizia radicolare profonda (scaling) e curettaggio (rimozione del tessuto molle infetto, presente nelle tasche parodontali). In caso di malattia parodontale avanzata, è invece necessario ricorrere alla chirurgia osseo-gengivale, applicando le tecniche resettive (necessarie all’eliminazione profonda della tasche parodontali) e rigenerative: queste ultime consentono di ricostruire l’osso e il tessuto gengivale perduti con la malattia, mantenendo in sede i denti naturali.
Per un maggiore chiarimento sulla cura della malattia parodontale, le consigliamo di leggere gli articoli presenti nella sezione “piorrea” del nostro blog, nei quali troverà descritte tutte le terapie e le tecniche da applicare, qui presentate sinteticamente.
Cordiali saluti,
Prof. Marco Finotti
E’ vero che solo il laser può guarire definitivamente una parodontite?
Gentile Marina,
la prevenzione della malattia parodontale o piorrea si effettua per mezzo di regolari controlli odontoiatrici e attraverso una scrupolosa igiene orale, sia domiciliare che professionale (da eseguirsi in sedute a cadenza semestrale o annuale, a seconda delle singole esigenze).
Per quanto riguarda la cura della piorrea, il laser è in grado di ridurre notevolmente la carica batterica che aggredisce il parodonto, ma di per sé non può guarire la malattia parodontale. Su questo punto, non esiste alcuna evidenza scientifica.
Il trattamento della piorrea avviene tramite sedute di scaling e curettaggio, ovvero tramite l’ablazione radicolare profonda di placca e tartaro e la rimozione del tessuto molle infetto presente nelle tasche parodontali. Ad uno stadio più avanzato della malattia, è necessario intervenire chirurgicamente, al fine di rimuovere in maniera definitiva le tasche parodontali e bloccare l’avanzamento della patologia.
L’utilizzo del laser può essere associato proficuamente a queste metodiche ma non può sostituirle.